L’attrezzatura subacquea

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Nello svolgimento dell’attività subacquea ci si avvale dell’uso di alcune attrezzature, distinguendo tra quelle per immersioni in apnea o con autorespiratore. In linea di massima, un apneista utilizzerà sempre una maschera subacquea, uno boccaglio e  delle pinne, una muta subacquea ed una zavorra. Oltre a questa, un subacqueo con autorespiratore porterà con sé altra attrezzatura. Di sicuro, una boa segnasub ed un pedagno (OBBLIGATORI PER LEGGE), un gruppo ARA (cioè bombola, un erogatore primario ed uno secondario, un giubbotto ad assetto variabile, un manometro e un profondimetro), un computer subacqueo  e, a seconda della tipologia di immersione, altra attrezzatura come una torcia o un veicolo subacqueo.

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La maschera subacquea

La maschera subacquea consente la visione subacquea, in quanto racchiude una bolla d’aria davanti gli occhi, ripristinando le condizioni della superficie e permette l’annullamento del fenomeno di rifrazione che determina la visione sfuocata che si ha immergendosi sott’acqua senza l’ausilio di mezzi di correzione.

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Muta stagna Scubapro EverdryLa muta

Per impedire la dispersione di calore durante l’immersione si indossa una muta. Essa protegge il corpo anche da eventuali ferite ed abrasioni che il sub può procurarsi accidentalmente durante l’immersione. Le mute sono fatte di neoprene, di spessore variabile fra i 2 e 7 o più millimetri. La scelta di una muta dipende da diversi fattori tra cui la temperatura dell’acqua, da cui la scelta ricade su un modello più o meno spesso (immersione in ghiaccio, immersione profonda, tropicali) e la comodità.

A seconda delle caratteristiche, la muta subacquea si divide in : – muta umida, così chiamata così perché permette l’ingresso di una piccola quantità d’acqua, che si riscalda a contatto con il corpo; – muta semistagna che rispetto alla precedente ha delle accortezze in più. Lo spessore del neoprene è più grande (almeno 6 mm), le cerniere e le cuciture sono stagne e le guarnizioni al collo, polsi e caviglie sono di neoprene liscio, in modo da tenere intrappolata l’acqua all’interno della muta; – muta stagna, che garantisce al sub un isolamento totale dall’acqua. Per stare al caldo, il sub può indossare sotto altri indumenti. Siccome questa muta contiene aria all’interno, questa va compensata in funzione della profondità.

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La zavorra

La zavorra serve per controbilanciare la spinta al galleggiamento. E’ solitamente costituita da una cintura, fermata con un dispositivo che ne permette lo sganciamento rapido, alla quale sono agganciati dei piombi di peso variabile (da 0,5 a 2,5 kg). La cintura può essere di due tipi, semplice o con le tasche. Nella cintura semplice bisogna inserire i piombi facendo passare gli stessi tra le asole, mentre quella a tasche basta solo inserire i piombi tradizionali (o i sacchetti di pallini di piombo) nelle tasche apposite.

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Mares Power PlanaLe pinne

Le pinne sono il sistema propulsivo del subacqueo. Ne esistono vari tipi in commercio. Per la subacquea, il modello più indicato è quello a pala larga, di lunghezza media. I modelli sono: – a scarpetta chiusa, le stesse utilizzabili per l’apnea e lo snorkeling, che possono essere indossate a piedi nudi oppure con calzari sottili; – a scarpetta aperta con cinghiolo, che richiedono l’uso di calzari con suola, molto comodi per muoversi fuori dell’acqua. Hanno posteriormente un cinghiolo regolabile, spesso con sistema di aggancio/sgancio rapido.

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Il gruppo ARA

Il gruppo ARA (autorespiratore ad aria) è composta da bombola, un erogatore primario ed uno secondario (generalmente di colore giallo), un giubbetto ad assetto variabile (GAV), un manometro e un profondimetro.

Mares Scuba Gear PackageLa bombola non è altro che un contenitore ad alta pressione, preposto al trasporto sott’acqua della riserva d’aria per il sub. È formata da una bottiglia cilindrica in acciaio o alluminio e da una rubinetteria per la regolazione del flusso dell’aria. Le dimensioni più comuni sono quelle da 10, 12, 15 e 18 litri. Contiene aria alla pressione di 200/220 bar, vengono collaudate alla pressioni di  300 bar.

La bombola non ha la possibilità di modulare la pressione dell’aria contenuta. Serve quindi un secondo apparato, l’erogatore, che si compone normalmente di due diverse parti chiamate primo e secondo stadio, collegati tra loro da una frusta. Il primo stadio è collegato direttamente alla rubinetteria della bombola e provvede ad abbassare l’alta pressione del gas da 200/220 bar (o  pressione eventualmente inferiore presente in bombola) ad una bassa pressione pari a 7/10 bar

Interviene, quindi, il secondo stadio che abbassa ulteriormente e modula la pressione del gas adattandola a quella ambientale, tramite membrane e leveraggi al suo interno, e permette al subacqueo di respirare a qualsiasi profondità in sicurezza e senza il minimo sforzo polmonare.

Il giubbetto ad assetto variabile (o Gav) consente al sub di controllare il proprio assetto sott’acqua. E’ semplicemente un’applicazione pratica del principio di Archimede. L’aria di bassa pressione viene immessa all’interno del sacco tramite un dispositivo a pulsante collegato al primo stadio per mezzo di una frusta. Dosando opportunamente la quantità d’aria nel sacco si può raggiungere un assetto neutro (equilibrio idrostatico), con il quale il subacqueo si trova praticamente a non avere spinte né verso l’alto, né verso il basso, potendo mantenere senza alcuno sforzo la quota raggiunta.

Infine, manometro e profondimetro indicano rispettivamente la quantità d’aria disponibile e la profondità alla quale ci si trova.

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Il pedagno o boa di superficie gonfiabile

Il pedagno è una sorta di “siluro” ripiegato in un apposito astuccio, legato a un mulinello o avvolgisagola da gonfiare sott’acqua in caso di necessità, per esempio se ci siamo persi e dobbiamo risalite lontani dalla barca o dal punto di uscita. In questo modo il pedagno segnalerà la nostra posizione in superficie evitandoci di essere investiti dai natanti. Per legge è obbligatorio averlo in immersione: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Decreto 29 luglio 2008, n. 146, art. 91 comma 3, Regolamento di attuazione dell’art. 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto

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Mares Nemo WideIl computer subacqueo

I computer subacquei si concentrano sullo stesso problema delle tabelle di decompressione, ovvero il calcolo dei tempi massimi di permanenza in immersione senza necessità di tappe di decompressione per la risalita in superficie. Tuttavia, sono in grado di calcolare continuamente e più precisamente questi tempi, basandosi sulla profondità e sul profilo di immersione reale del subacqueo. Inoltre, possono avvisare il sub di un’eccessiva velocità nella risalita ed eventuali tappe di decompressioni mancate. Molti computer subacquei forniscono anche altre informazioni al subacqueo, quali ad esempio la temperatura dell’acqua, la pressione del gas all’interno della bombola o il consumo medio d’aria.

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I veicoli subacquei

tech-divers-scooter-largeI veicoli subacquei sono degli “scooter” a propulsione elettrica usati soprattutto per le lunghe distanze e percorsi con attrezzature pesanti e/o molte bombole. Sono quindi indispensabili per esplorazioni di grotte lunghe e immersioni tecniche e possono anche esser usati da subacquei con disabilità.nostrum scuola sub tutti sub

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